21 settembre, una giornata di festa iniziata con una Santa Messa presso il Santuario delle suore Apostole del Sacro Cuore di Gesù. Di seguito la testimonianza di Suor Laura avvenuta durante la celebrazione…
“Sua Eccellenza, l’Arcivescovo Monsignor Di Mauro, mi ha chiesto di fare una testimonianza circa l’origine di Villaluce ed io la faccio con gioia e riconoscenza. Innanzitutto bisogna sottolineare che ogni comunità religiosa riceve dallo Spirito Santo un dono detto Carisma, che la identifica all’interno della Chiesa. Il dono che lo Spirito Santo ha fatto a noi suore Missionarie di Gesù Redentore, come comunità religiosa, è forza che ci dà la capacità di vivere e testimoniare Gesù Crocifisso e Risorto, che dona la vita nuova. Voi tutti sacerdoti, amici, collaboratori e conoscenti che ci accostate e perseverate nel cammino con noi, sappiate che è il Padre che ci attira reciprocamente e ci concede di amarci così tanto al di là della nostra fragile umanità. In questo Gesù Crocifisso, tanto è stato il dolore degli inizi, il 21 settembre del 1980, festa dell’Apostolo San Matteo, è nata Villaluce e qualche giorno dopo l’Associazione Gruppo di Betania che la sorregge legalmente.
Eravamo quindici suore – donne consacrate, totalmente ignare di quello che ci sarebbe accaduto lungo gli anni a venire. Avevamo una sola certezza: il cardinale Carlo Maria Martini, allora Arcivescovo di Milano, alla nostra richiesta di poter essere accolte nella sua diocesi, aveva dato il suo assenso. Ci indicò di fare una cosa nuova e alla Villa che ci avrebbe ospitato diede il nome di Villaluce “perché dovete essere luce che illumina questa Casa e la Società”. Al nostro dirgli che non possedevamo nulla, rispose: “Sul monte il Signore provvede. Queste suore del Sacro Cuore di Gesù furono le prime a provvedere, garantendoci la Santa Messa quotidiana e, da allora, ci accompagnano in ogni nostra necessità: il nostro essere qui è la riprova della loro costante e silenziosa presenza accanto a noi. In quel settembre dell’80 il cardinale Martini ci diede il permesso di accogliere le prime dieci ragazze, obbligatoriamente dimesse da un’altra istituzione e che erano, momentaneamente, dislocate in varie località montane, sostenute e supportate da tre colonne laicali: Annamaria Vandoni, Angela Zambon ed Emanuela Figlia.
Né noi religiose, né le ragazze avevamo una casa definitiva dove stare, e abbiamo pianto quando le ragazze, urlando di gioia, hanno varcato la porta di Villaluce, dove le attendevamo da giorni. E da allora è iniziata una gara di solidarietà da parte di tutti: amici, persone sconosciute, ex ragazze. Suonava il campanello e ci donavano dal cibo ai mobili, dalle suppellettili ai materassi, e i giovani prestavano la loro opera nell’imbiancare e nel pulire, perché questa Casa era chiusa da più di dieci anni. Dobbiamo riconoscere che anche le istituzioni ci sono state molto vicine: dal Tribunale per i Minorenni al Comune di Milano, all’Opera Cardinal Ferrari… Ora di queste quindici sorelle, tra cui Madre Teresa, che riconosciamo come leader carismatico, siamo rimaste in cinque; parecchi amici e amiche, collaboratori e ragazze della prima ora le hanno già raggiunte in Paradiso. Quanta emozione ci coglie mentre ne rivediamo i volti e ne sentiamo le voci: è difficile non lasciarci travolgere. A queste sorelle che chiamiamo del “gruppo originario” si sono aggiunte tante altre consorelle e, tra di loro, molte si sono fermate a condividere tra noi la vita, e qualche altra ha intrapreso una strada diversa. I primi collaboratori, amici e volontari sono diventati tantissimi, e siete tutti voi: insieme camminiamo verso il prossimo cinquantesimo anniversario. Anche allora ci saremo tutti… di presenza o dal cielo, tutti, proprio tutti. Riflettendo sul passato e sul nostro presente, lo stupore ci invade di tenerezza e di meraviglia per quanto ci è accaduto e ci accade, e che non avremmo mai immaginato né tanto meno atteso. Se sapremo vivere nello stupore, se sapremo coltivarlo senza dare mai nulla per scontato, allora gusteremo veramente chi è il Signore e quale potenza di Vita vera ed unica è la Trinità.
Lo stupore è il dono che noi chiediamo al Signore per tutti voi che frequentate ed amate Villaluce, Casa del Sorriso ed Omada, e per noi suore e per la gioventù di oggi, alcune volte un po’ smarrita. Quarantacinque anni fa Gesù il Crocifisso ci è stato compagno; oggi il Risorto illumina le nostre esistenze. Maria, la Vergine Madre Santissima, continui ad accompagnarci nel nostro quotidiano e ad intercedere per noi.”

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