Splendere come l’oro – Laboratorio di Kintsugi, un’ avventura speciale

Il Kintsugi è un’antica tecnica di restauro della ceramica: letteralmente “kin” significa oro e “tsugi” significa riunire, riparare. Quest’arte giapponese prevede l’uso di un metallo prezioso, come oro o argento liquido, oppure lacca con polvere d’oro, per riunire i pezzi di un oggetto di ceramica rotto, esaltando le nuove nervature impreziosite e rendendolo unico. Due esperte restauratrici nell’uso del Kintsugi hanno accompagnato un gruppo di ragazze di Villaluce in un’impresa molto particolare: attraverso la gestualità di questa tecnica, hanno partecipato a un percorso raccogliendo le metafore che questa arte porta con sé con l’obiettivo di valorizzare le imperfezioni. Sempre più frequentemente, infatti, il Kintsugi è utilizzato come metafora del rinnovamento e della capacità di trasformare una difficoltà o una brutta esperienza in un’opportunità. La rottura di un oggetto non ne rappresenta la fine, anzi, lo modifica. Celebrando la resilienza e l’accettazione delle imperfezioni, invece di nascondere le crepe, le mette in risalto, conferendo all’oggetto una bellezza unica. Allo stesso modo, superare e valorizzare un evento traumatico può trasformarci in meglio. Una storia personale difficile può essere considerata invalidante, ma può anche rivelarsi una prova che aiuta a essere più empatici e consapevoli, portando con sé una grande forza. Le ragazze e le educatrici che hanno partecipato al laboratorio hanno raccontato di aver vissuto una bellissima esperienza. Proprio attraverso la riflessione sui significati di questo metodo di restauro, hanno provato a trovare il modo di splendere come l’oro.

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